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      9/10 14:49: Aster Fairy in La notte delle Lumere

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      B_NORM B_PIN  
      view post Posted on 9/10/2009, 11:04 by: Madonna Elisa da PadovaQuote
      La festa di Halloween non è una tradizione esclusivamente americana,
      come molti credono.

      Un tempo un po’ ovunque, dal nord al sud Italia,
      il 31 ottobre si ricordavano i morti e tutti i santi.
      Lo stesso termine Halloween deriva da “All hallow even”
      ossia “la sera di tutte le anime”.

      Nelle campagne del nord, nonni e nipotini preparavano le zucche,
      svuotandole e dando loro quelle sembianti umane un po’ buffe,
      qualcuno si cimentava nel fare anche le orecchie utilizzando piume di gallina,
      stoffe, pezzi di formaggio o chicchi di granturco;
      all’interno veniva custodita una letterina per i morti, preparata dai più piccoli.

      image

      I più grandicelli si divertivano a spaventare la gente indossando vecchie lenzuola logore,
      che sicuramente non era difficile recuperare, ponendo la zucca con candela accesa sopra un bastone.
      Effettivamente nel buio delle brevi giornate di fine ottobre, un certo effetto lo sortivano.



      Le zucche venivano poste anche lungo i sentieri, dal cimitero fino a casa,
      perché le anime potessero andare a trovare i loro cari.

      Nel Veneto venivano chiamate “lumere” e , la sera del 31 ottobre,
      assumevano un ruolo decisamente decorativo: venivano poste sui davanzali,
      sui muretti, sui piloni dei cancelli, sempre con la candela accesa al loro interno,
      con lo scopo di ammorbidire quel po’ di polpa rimasta come cibo per i morti.

      image


      Poi, come troppo spesso accade, la tradizione si perde, ritorna sotto altra veste,
      quella Americana, ma è giusto che i piccoli sappiano che la festa delle “lumere” ci appartiene!
      Comments: 1 | Views: 408Last Post by: Aster Fairy (9/10/2009, 14:49)
       

      B_NORM    
      view post Posted on 28/4/2010, 08:55 by: Madonna Elisa da PadovaQuote
      La tradizione [modifica]

      Il calendimaggio è una tradizione viva ancor oggi in molte regioni d'Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: fra queste la Liguria, la Lombardia, l'Emilia-Romagna, la Toscana, l'Umbria e la zona delle Quattro Province (Piacenza, Pavia, Alessandria e Genova).

      La funzione magico-propiziatoria di questo rito è spesso svolta durante una questua dove, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci), i maggianti (o maggerini) cantano strofe benauguranti agli abitanti delle case che visitano.
      Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Canti del Maggio.

      Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (ontano, maggiociondolo) che accompagnano i maggerini e i fiori (viole, rose) con cui i partecipanti si ornano e che vengono citati nelle strofe dei canti. In particolare la pianta dell'ontano, che cresce lungo i corsi d'acqua, è considerata il simbolo della vita ed è per questo che è spesso presente nel rituale.

      Si tratta di una celebrazione che risale ai celti (festeggiavano Beltane), etruschi e liguri che celebravano l'arrivo della bella stagione, essendo questi popoli molto integrati con i ritmi della natura.
      Le feste del Calendimaggio [modifica]

      A seconda della località in cui si svolge questa festa troviamo forme e nomi differenti:

      * Calendimaggio ad Assisi (PG)
      * Calendimaggio a Vernasca (PC), in val d'Arda
      * Galèna grisa (PC)
      * Cantar Maggio a Maresca, frazioni del comune di San Marcello Pistoiese (PT) e Orsigna nella stessa provincia,
      * Carlin di maggio a Corte Brugnatella in val Trebbia, (PC)
      * Santa Croce, in una zona compresa fra i comuni di Brallo di Pregola, Bobbio e Corte Brugnatella, nelle province di Pavia e Piacenza
      * E bene venga maggio a Monghidoro (BO)
      * Galina grisa o Galëina grisa in val Tidone, a Cicogni, frazione di Pecorara, (PC e PV)
      * Maggio a Santo Stefano d'Aveto (GE)
      * Cantamaggio a Terni (TR)
      * Maggiolata a Firenze (FI)
      * Pianta dal Macc a Canzo (CO)
      * Cantar le uova nell'Alessandrino
      * Seveso, nella frazione di San Pietro, è presente nella prima domenica e nel primo lunedì di maggio una festa detta di Calendimaggio.
      * La Maggiolata a Castiglione d'Orcia in provincia di Siena nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio

      In diverse città si è formalizzata in una vera e propria consuetudine dotata di regole interne e a carattere fortemente spettacolare, come la Maggiolata a Firenze o il Calendimaggio ad Assisi.



      image


      Illust.Tratta dal libro "Era Calendimaggio" di Nanetti Angela e Innocenti Roberto

      Fonte dell'articolo Wikipedia
      Comments: 0 | Views: 164Last Post by: Madonna Elisa da Padova (28/4/2010, 08:55)
       

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